Rocca

Simbolo della Città, si presenta sulla sommità del monte Ricco (310m) come una solida fortificazione militare. Edificata tra la fine del XII e l’inizio del XIII ebbe funzioni di presidio per la Città.
Dai suoi spalti è possibile ammirare tutto il paesaggio circostante con uno sguardo che dalle Dolomiti passa a Venezia.

INFO: Museo civico tel. 0423 952313 info@museoasolo.it – Ufficio Cultura tel. 0423 524637 cultura@comune.asolo.tv.it
APERTURA: sabato, domenica e festivi 10.00-19.00
COSTO: 2€; ingresso gratuito per tutti gli operatori sanitari, ad onore del loro impegno nella gestione dell’emergenza sanitaria Covid-19, e i loro accompagnatori avranno uno sconto del 50%

Approfondimento storico:
Le indagini archeologiche condotte negli anni ’90 del secolo scorso dall’Università di Padova hanno ricostruito la storia di questo manufatto che presenta diverse e successive fasi insediative.

Inizialmente il Monte Ricco, luogo su cui insiste la Rocca, era sede di un sacello altomedievale, databile tra VI-IX secolo d.C. e di cui rimane un lacerto di pavimento a mosaico, ora conservato presso il Museo civico, che presenta una decorazione con elementi che rinviano alla tradizione paleocristiana (un pesce e un motivo crociato tra fiori di giglio).

Fu successivamente occupata da una vasta area cimiteriale a inumazione databile tra il VI e la prima metà del XII secolo d. C.

Si sovrappose a questa necropoli un insediamento abitativo e forse anche produttivo databile tra X e XII secolo d.C. da collegare al loco Bragida ricordato dalle fonti storiche nel 1076.

La Rocca come la possiamo vedere oggi risale ad un periodo compreso tra XII e XIII secolo, inizialmente come struttura fortificata del tutto distinta da Asolo. La sua costruzione ha comportato la distruzione di una parte dell’insediamento abitativo produttivo precedente e di alcune sepolture della necropoli.

Le tracce delle prime fasi di frequentazione (XIII secolo) sono piuttosto labili anche se tale periodo dovette costituire un momento di notevole importanza militare per il manufatto, mentre più evidenti sono quelle legate alle epoche successive della dominazione del Comune di Treviso (1261-1339), poi veneziana (1339-1379), carrarese (1379-1388) e veneziana ancora (1388-1796).

Tra XIII e XIV secolo è la costruzione di una cisterna pozzo per la raccolta del’acqua piovana e la sistemazione dell’area dell’angolo sud-orientale con la costruzione di un forno da pane.
Risalgono al XV secolo alcuni resti di abitazioni addossate alla cinta meridionale con pavimenti in legno e focolari in laterizi che assieme ai documenti con notizie di spese eseguite per la sua manutenzione e per rifornirla costantemente di armi e viveri testimoniano l’importanza strategica della fortezza.

I materiali rinvenuti durante gli scavi archeologici sono costituiti da frammenti di ceramica da cucina, monete, punte di freccia di diversa tipologia, vari elementi mobili (bottoncini, ditali, fibbie), coltelli da cucina e da lavoro tutti esposti presso il Museo civico.

Tra il 1379 e il 1393 per iniziativa carrarese prima e completate poi dai Veneziani furono costruite le mura che congiungono la Città con la Rocca. Estese per circa 1360 metri, pur modificate nei successivi sviluppi urbanistici il loro perimetro è tuttora individuabile; erano dotate di 24 torri e di quattro portelli in corrispondenza delle vie di accesso alla Città.

La costruzione delle Mura resero la Rocca punto di vedetta e presidio della Città e da questo momento seguì le sorti storiche del borgo.

Dalla fine del XV secolo l’importanza militare della Rocca, continuamente bisognosa di interventi di restauro, cala progressivamente, fino a rischiare di essere venduta a privati (1650) come cava di pietre di costruzione. Nel marzo del 1652 il doge Francesco Molino, accogliendo la richiesta degli Asolani, determinò di annullare la vendita dovendo in avvenire la Rocca rimanervi sempre com’era a sola publica dispositione et servitio.

Nel 1990 il manufatto subì un intervento di restauro finanziato con fondi gestiti dalla Regione Veneto finalizzato alla valorizzazione del sito; questo ha comportato lavori per la sua conservazione, il consolidamento della torre posta a sud est ed il restauro della porta di accesso e delle decorazioni parietali esistenti con i simboli della famiglia dei Carraresi; importante è stato il ripristino e la percorribilità del cammino di ronda a cui si può accedere tramite una scala per poter visionare il panorama circostante e il suo interno.