le Curiosità
La capra d'oro
Narra una leggenda che i nostri antenati Veneti o Euganei,
si sa che le leggende son sempre piuttosto imprecise, avessero provveduto
a far sotterrare, da qualche parte, una capretta d'oro zecchino. Qualcuno
dice grande come una capra vera, altri molto più piccola. Fatto sta
che la ricerca della capra d'oro ha sempre accompagnato l'immaginario degli
asolani, e sembra che più di qualcuno sia partito, vanga in spalla,
a rivoltar zolle sulle nostre colline. A tutt'oggi nessuno ha ancora ritrovato
il mitico animale. La leggenda continua...
I foresti
Le caratteristiche strade ombreggiate che portano ad Asolo
prendono il nome di "foresti". Tale nome richiama la presenza delle piante
d'alto fusto che ricoprivano i bordi delle strade, fornendo sollievo d'ombra
e di fresco al viandante che affrontasse la salita lungo i foresti. I foresti
che portano ad Asolo sono quattro: il foresto Vecchio, il foresto di Pagnano,
il foresto del Casonetto e il foresto Nuovo, quest'ultimo costruito all'inizio
del secolo scorso. Esiste un ulteriore foresto, il più corto e più
diretto per giungere ad Asolo, e forse per questa sua caratteristica si chiama
Forestuzzo, benchè il nome antico fosse foresto di Castelfranco.
I cuchi
Tradizione vuole che, durante l'invasione napoleonica, gli asolani, popolo
arguto e fiero, trovasse il modo di mettere alla berlina il franco invasore,
raffigurandolo a cavallo di un pollo, in atteggiamento tronfio e beoto. I
cuchi, caratteristici fischietti in terracotta, vantano tale secolare tradizione.
Tradizione che si rinnova ogni anno alla Sagra di S.Gottardo, il 5 maggio,
antica festa in onore del santo cui è dedicata la chiesa posta appena
fuori delle mura lungo il foresto Nuovo.
Il tempio di Canova
Asolo fu sempre cara a Antonio Canova. Non solo per ragioni
affettive (sua nonna Caterina Ceccato era di Asolo), ma anche per aver imparato
il mestiere a bottega dai Torretti, famosi scultori di Pagnano d'Asolo. E
ad Asolo Canova vagheggiava di erigere il suo tempio, sul colle di S.Anna,
luogo ad egli caro infinitamente e meta dei suoi passeggi. Meditava che esso
fosse visibile fin da Venezia. Per questo, nel 1804 il consiglio comunale
deliberò di concedere a lui, "in grazioso dono" il convento, ormai
soppresso, dei frati cappuccini. Il destino (nelle vesti del prevosto della
Cattedrale, monsignor Claudio Pasini) ci mise lo zampino, e la proposta del
consiglio comunale rimase tale. Il tempio canoviano fu poi eretto a Possagno,
suo paese natale, e Asolo perse quindi l'occasione di ospitare la grandiosa
opera del sommo scultore. |