Mostra fotografica in Galleria Browning

LucaRossetto_Invitoweb (1) 22 nov 2014

La Galleria Browning di Asolo è lieta di inaugurare sabato 22 novembre alle ore 18:30 la mostra personale ‘Ritratto’ di Luca Rossetto. Nell’occasione Anna Branciforti leggerà uno scritto di Marco Gottardi.

Di questi tempi l’autoritratto è diventato uno sport nazionale, per alcuni un disturbo cronico della personalità. Dovendo prenderla filosoficamente si potrebbe dire che il disagio non origina nel singolo ma nel suo essere inserito in uno scenario di cui sfugge il significato e probabilmente la comprensione.

I ritratti di Luca Rossetto da questo punto di vista, e a guardarli bene, sono una sorta di terapia. Nei volti che sembrano slittare dai lineamenti e uscire dai propri contorni è ben raffigurata l’inquietante ansia di ritrovamento  di una dimensione personale. L’angoscia nevrotica prodotta dal restare agganciati ad una soluzione tecnologica, che trova nella sua stessa obsolescenza la ragione d’essere, svuota di senso l’esperienza umana e riduce gli  uomini a dei pazienti , consapevoli di non poter evitare la propria sorte, il progresso.

I ritratti che l’autore ottiene la prima volta durante una deviazione involontaria del processo di stampa diventano  subito altro. Egli coglie in questa maggiore specificità una via d’uscita dalla mortificante omologazione della soggettività. Sono l’inizio di una deriva che scaturisce da un difetto, da uno scarto per l’appunto tecnologico. È nel posizionarsi tra le righe dei normali accadimenti che il progetto rivela le sue intenzioni inconsce.

La persona non coincide con un’apparenza. C’è ben altro, lo si sa. Talvolta però questa maschera può tradursi in una necessità più che in un inganno. Di ciò occorre prendere le misure. Il ritratto non è un’attesa, bensì,  quale sintomo privilegiato di rappresentazione, espressione del bisogno di impadronirsi della realtà mediante la conoscenza. E la fotografia un mezzo a disposizione.

È come se questi amici fotografati costituissero assieme un autoritratto dell’autore stesso. Luca Rossetto ingaggia questo presunto sapere, e ne smonta la supposizione lasciando che siano quegli stessi amici a ritrarlo attraverso le loro parole, su dei fogli di carta che trovano un loro spazio affianco a ciascuna stampa. Aleggia così il dubbio di chi l’installazione sia davvero il ritratto.

All’autore il merito di aver costruito delle relazioni immaginarie che si muovono dalla superficie delle cose  verso un’essenza più intima. In tutto questo lavoro Luca Rossetto si nutre della consapevolezza di voler spezzare quell’incantesimo del niente che è la naturale conseguenza del senso di ineluttabilità che ereditiamo  dalla modernità. E di niente, o meglio del niente, ci parla anche la scrittura di Marco Gottardi che sarà letta nell’inaugurazione della mostra. Ricordandoci di quell’universo nero senza pianeti che vediamo da bambini e che, crescendo con noi, diventa sempre più sfuggevole e complesso. E se in questo niente  si celasse una verità per ognuno?

Luca Rossetto è nato nel 1984 a Montebelluna. Da diversi anni lavorando presso una importante tipografia, dove ha acquisito esperienza nei processi di stampa. Dal 2008 si dedica con passione alla fotografia, e in particolare alla street photography che predilige.

Marco Gottardi (1978), scrittore, giornalista e critico letterario, vive e lavora a Treviso. й il fondatore e il teorico del movimento artistico-letterario dei Folli. Ha pubblicato quattro raccolte poetiche e un saggio e ha da poco terminato il suo primo romanzo. Recentemente a iniziato a occuparsi del niente.

INFO:

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