Inaugurazione stanza Freya Stark

Sab 12 maggio 2018

Una stanza per Freya Stark al Museo civico di Asolo

Accanto ad altre due donne che hanno saputo lasciare la propria indelebile impronta ad Asolo, la regina Caterina Cornaro e la “Divina” Eleonora Duse, il Museo civico aprirà le porte anche ad una terza protagonista della vita cittadina, Dame Madeleine Freya Stark (Parigi, 31 gennaio 1893 – Asolo – Treviso, 9 maggio 1993): alla viaggiatrice e scrittrice cosmopolita sarà dedicata una sezione permanente, “La stanza di Freya”, che verrà inaugurata sabato 12 maggio 2018 alle 16.00.

La sezione sarà uno spazio – mondo interattivo in cui la viaggiatrice, esploratrice e scrittrice sarà presente attraverso i suoi disegni, oggetti, taccuini di viaggio, donati al Museo dalla sua assistente Anna Modugno.

Il progetto dello spazio espositivo è di Annamaria Orsini, la realizzazione di Corde Architetti Associati – Venezia.

Freya Stark fu la prima occidentale a localizzare e mappare le Valli degli Assassini in Persia, ma anche la caposcuola del moderno travel writing oltre che una donna libera, al di là di ogni cliché sociale e conformismo.

E’ riconosciuta per i viaggi in Medio Oriente e per essersi occupata di cartografia e archeologia, lavorando durante la Seconda Guerra mondiale per il governo britannico. Ad ogni suo viaggio fece seguire articoli e libri attraverso i quali condividere con i lettori occidentali il suo sguardo su un mondo misterioso e affascinante, scrivendo pagine di viaggi vivaci e appassionati (sono 30 le sue opere). Fu, infine, una donna che non si lasciò influenzare dagli stereotipi e dalle convenzioni dell’epoca: non si fece condizionare dal viso segnato da una profonda cicatrice dovuta ad un incidente d’infanzia, studiò in modo approfondito la storia, le lingue (ne parlava una decina), la letteratura coltivando la propria curisosità e intelligenza, seppe raggiungere una propria indipendenza economica e viaggiò sempre da sola, confidando nelle capacità delle guide locali, nell’appoggio dei diplomatici inglesi e dei potentati dei paesi visitati, condividendo le abitudini della gente che la ospitava.