Gian Francesco Malipiero

        Il compositore Gian Francesco Malipiero (Venezia 1882 - Treviso 1973) dopo aver rotto con lo stile romantico dell'Ottocento, cercò di far rivivere nella musica italiana le sue più antiche tradizioni.
        Studiò in italia ed all'estero, assimilando le influenze di Debussy, Ravel, Stravinskij.
        Compositore prolifico, scrisse più di ventiquattro opere, quattro balletti, circa cinquanta lavori orchestrali (comprese undici sinfonie e undici concerti) e moltissime composizioni per gruppi cameristici e coro.
        Curò l'edizione completa dell'opera di Monteverdi e scrisse su vari argomenti musicali (vanno ricordati gli studi dedicati a Monteverdi e Straviskij).
        Tra le sue opere ricordiamo Poemi Asolani, Torneo notturno (1931) e La favola del figlio cambiato (1934), I capricci di Callot (1942), Uno dei dieci (1970).
        Conobbe Asolo attorno al 1910 attratto dalla bellezza del luogo e alla ricerca di un rifugio per sfuggire al più grande nemico della musica: il rumore, vi rimase fino alla sua morte.
        Dei suoi rapporti con la città egli parla nel suo volume La pietra del Bando , stampato nel 1945 e mai divulgato, e ristampato nel 1990.
        Ricoprì la carica di Ispettore Onorario della Soprintendenza ai Monumenti dal 1925 fino alla morte e in quella veste combatté per la salvaguardia dell'ambiente e del patrimonio culturale di Asolo.
        Per natura, e per esperienza di vita, portato alla malinconia, più sicuro dell'affetto degli animali che di quello degli uomini, volle essere sepolto in fondo al giardino della sua casa di Via Foresto Vecchio, lontano dai luoghi affollati e dal chiasso.
        La sua casa, ed il relativo parco, è ora sede della "Fondazione Malipiero".