Pietro Bembo

        Pietro Bembo (1470 - 1547). Di nobile famiglia veneziana fu tra i maggiori e più ammirati dotti del Cinquecento.
        La sua solida cultura umanistica, la consuetudine che ebbe con gli ambienti di Corte (Firenze, Roma, Ferrara ed Urbino), le alte cariche affidategli dai pontefici Leone X e Paolo III, unite agli onori conferitigli dalla sua patria Venezia, fecero di lui una delle personalità di primo piano nella vita della sua epoca.
        Un vivace Carteggio (1500 - 1501) ci documenta la sua relazione amorosa con Maria Savorgnan.
        Vero dittatore della cultura cinquecentesca, diede impulso alla trattatistica amorosa di tipo platonico con gli ASOLANI (1505) e al petrarchismo con le RIME (1530); ma la sua fama è affidata alle PROSE DELLA VOLGAR LINGUA (1525), opera che affermò l'esemplarità dei grandi pensatori del Trecento e diede origine alla questione della lingua.
        Nel 1539 fu nominato Cardinale da Paolo III.
        Cugino di Caterina Cornaro (ex Regina di Cipro, Gerusalemme e d'Armenia), ambientò, nella Corte di Asolo, i tre dialoghi sull'amor platonico che intitolò ASOLANI , che il Catiglione ricordò nel suo Galateo.