Villa
Loredan Trentinaglia
già Razzolini
Con l'avvento dei Rinaldi-Trentinaglia, nel 1907 circa, viene realizzato l'affresco che decora il soffitto del salone passante della villa, ad opera del pittore Noé Bordignon. Negli anni 1928-29 viene inoltre realizzata la nuova cancellata di ferro battuto e, sempre nello stesso periodo, vengono eliminate le due alette settentrionali che univano l'oratorio e la barchessa al corpo della villa e aperte nuove finestre nelle ali dell'edificio.
La barchessa sita a nord-est della villa è formata da un corpo perfettamente simmetrico che si sviluppa in due piani fuori terra con copertura a quattro falde.
Pur trovandosi in uno stato di abbandono l'edificio risulta abbastanza integro, sia per quanto riguarda le parti lapidee che per quanto riguarda i rivestimenti murari, tutti caratterizzati da un sottofondo in coccio pesto.
Sul lato occidentale si distingue molto bene il già citato aggancio che univa la villa alla barchessa, in particolare alla serra.
La barchessa sita ad est della villa ed ortogonale alla barchessa nord-est presenta le stesse caratteristiche dell'edificio sopra descritto, tuttavia le colonne del portico presentano un fusto con una sezione leggermente inferiore, tale da ipotizzare una realizzazione leggermente più tarda, in ogni modo precedente al 1780. La parte nord della barchessa adornata internamente da stucchi stiacciati di gusto rococò, con pavimenti al piano primo in veneziana e profilature lungo le porte, fa presupporre che questi locali fossero un tempo destinati ad abitazione del fattore.
L'oratorio costruito attorno al l780, è dedicato a santa Colomba o secondo altre fonti a san Giovanni Battista, mostra esternamente una severità seicentesca mentre, all'interno, evidenzia un decoro di chiara matrice settecentesca, rococò. Lo stato dell'edificio, anche se evidenzia incuria, è buono e non presenta manomissioni.
Il parco: dall'indagine storico-mappale è emerso chiaramente che la villa, sin dal suo impianto, ha avuto attorno a sé appezzamenti coltivati e tutte quelle strutture che caratterizzano un'azienda agricola. Forse solo lungo l'accesso principale doveva avere esempi di arte topiaria. Si è visto che ancora nel 1928 il mappale antistante la villa era adibito a vigneto. È in tale anno che con il passaggio della proprietà a Ines Rinaldi ed al marito Carlo Trentinaglia che le aree limitrofe alla villa allora adibite ad usi agricoli, vennero trasformate in un unico grande parco. La matrice compositiva è ancora quella di ascendenza ottocentesca, ma la mancanza di percorsi e la collocazione spesso casuale delle varie specie inducono a ritenere che non vi sia stato un vero e proprio progetto a monte. Il patrimonio vegetale e decisamente giovane, la vegetazione arborea e per più del 70% al di sotto dei cinquant'anni.
Valentino Ivano Sebellin