Palazzo Fietta
(Serena)
Nel 1576 la famiglia Fietta
acquistò tre case e una torricella nel settore
meridionale della città a ridosso delle mura
e riunì il complesso di edifici per dare corpo
all'imponente struttura del palazzo.
La stessa famiglia asolana lo fece restaurare verso
la metà del 700 dall'architetto Massari, lo
stesso che nel medesimo periodo stava lavorando per
la ristrutturazione della facciata del Duomo, per il
palazzo Beltramini e per la villa Fietta a Paderno
del Grappa.
In un celebre stucco che orna l'interno della dimora
è raffigurata la città in visione prospettica.
L'ampio giardino esteso oltre il limite meridionale
delle mura, oggi inglobate nelle costruzioni e non
più riconoscibili, venne a far parte delle proprietà
della villa solo all'inizio dell'800. In detto parco
sono conservate sepolte parti cospicue delle strutture
del teatro romano che vennero messe in luce alla fine
del secolo scorso.
Tratto da "Atlante Storico delle Città Italiane - Asolo"
a cura di Guido Rosada
diretto da Francesca Bocchi
© 1993
Grafis Edizioni
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